La Storia Della Sezione

La Sezione di Valdobbiadene nasce nel 1922. Questa volontà associativa fu studiata e messa a punto nei frequenti incontri che avvenivano presso il “Canevon del Pin de la Val” o “Da Cela“ (memorabili le cene di asparagi di “Nani Cela”) o “Da Coche” o “Da Checo Lolo”. Primo Presidente fu l’avv. Giuseppe Mello, Vice Presidente il cap. Mario Gerlin, consiglieri il ten. Francesco Capretta e il serg. Carlo Geronazzo. La costituzione dell’Associazione è confermata e documentata dalla tessera di socio rilasciata nel 1922 al cap. Mario Gerlin militare in congedo del 7° Alpini .
Gli anni successivi sono un susseguirsi d’ incontri, inaugurazioni e raduni. All’interno della Sezione vengono fondati i gruppi di Vidor, Segusino, Colbertaldo e Santo Stefano.

Nel 1937 il Presidente Avv. Mello parte volontario per l’Africa. Lo sostituirà, nella carica di Presidente, il giovane Ten. Umberto Bortolotti che ha da poco ultimato il servizio militare di leva. Il nuovo Presidente porta nella sezione il segno della sua giovinezza, e porta i suoi Alpini numerosi all’Adunata Nazionale di Trento. Nel 1938 la Sezione Alpini fu denominata X Reggimento Alpini Battaglione Monte Cesen. Ma l’orizzonte si sta oscurando, la bufera è già alle porte e anche i nostri soci Alpini sentono nell’aria l’arrivo di una nuova cartolina che precetterà soldati di leva e uomini già reduci dalla Grande Guerra. Ma gli Alpini di quel periodo, immersi nel clima dell’epoca, erano anche forti di un ricordo che aveva già fatto storia e di cui potevano andare fieri.

Ignari di ciò che li attendeva, erano orgogliosi, spensierati e all’Adunata nazionale, svoltasi a Torino il 2 giugno 1940, molti di loro sfilarono con la cartolina di precetto infilata sul cappello. Nel 1940 inizia la Seconda Guerra Mondiale, le sezioni chiudono i battenti e cosi anche quella di Valdobbiadene. Per tutti gli abili arriva l’ora di partire; li aspetta un periodo buio e cupo, chissà quando tornerà il sereno. Per tutti i nostri paesi saranno anni amarissimi, anche di Guerra Civile, che porteranno desolazione, morte, sgomento, smarrimento, lutto non solo nelle persone ma anche negli ideali, nelle cose. Anche gli Alpini, come tutti i soldati, pagano un duro prezzo in vite umane e di mutilazioni sia fisiche che morali. Passati gli anni bui e di paura, lentamente la vita va verso la normalità, ritorna a splendere faticosamente il sole della pace, la gente ritrova il piacere di stare insieme. Nel 1947 la nostra Sezione riapre le porte, inizia una nuova vita.

Gli Alpini trovano ospitalità presso la casa della Madrina della Sezione, Rita Brunoro che, coadiuvata dal sempre presente Valentino Geronazzo, si occupa di tutti i problemi organizzativi. Alla guida della Sezione è subentrato al Ten. Umberto Bortolotti il valoroso Tullio Rebuli, il Presidente della rinascita. Egli deve duramente lottare contro il clima di disinteresse, di apatia, e di paura lasciato in eredità dalla guerra. Nel marzo 1948 egli porta gli Alpini della rinata Sezione al 1° Raduno a Belluno, alla caserma Salsa che è stata la casa di tanti Alpini di della Sezione di Valdobbiadene. Via via si partecipa alle adunate nazionali: nel ‘48 a Bassano del Grappa, ‘49 Bolzano, ‘51 Gorizia, ‘52 Genova, ‘53 Cortina. Nell’aprile del 1954 i soci, che nel frattempo hanno superato i 200 iscritti, si radunano per la prima volta in assemblea generale. La Presidenza della Sezione ritorna sulle spalle di Umberto Bortolotti il quale, passato attraverso l’esperienza della guerra, è diventato Capitano. Egli porta nella Sezione tutta la sua operosità, il suo prestigio e il suo entusiasmo. Il 19 maggio 1957 la Sezione è abbastanza robusta e organizza una manifestazione importante come quella dell’inaugurazione della lapide davanti al Municipio di Valdobbiadene in ricordo del btg. Bassano che sul Settolo vinse l’ultima gloriosa battaglia della Prima Guerra Mondiale.

Altri nuovi Gruppi si aggiungono; nel 1958 la Sezione conta 520 soci e dopo pochi anni, era il 1962, supera il migliaio di unità. I Gruppi che formano la Sezione diventano definitivamente 19 e sono dislocati in un territorio diviso in 5 comuni: Valdobbiadene, Segusino, Vidor, Farra di Soligo e Moriago della Battaglia. Passano gli anni e la nostra Sezione continua la sua marcia verso nuovi obiettivi raggiungendo ambiti traguardi. Nel 1978 c’è il passaggio di consegna tra il Cap. Umberto Bortolotti e il Ten. Franco Giotto. La Sezione continua nella sua crescita e, sotto la guida attenta del Presidente Giotto, i Gruppi prendono sempre maggiore coscienza del territorio che li circonda e lavorano con entusiasmo per completare o ristrutturare monumenti, chiesette, capitelli, recuperando parte del nostro patrimonio artistico che in negli anni era stato dimenticato e sottovalutato.

La Sede Sezionale trova spazio presso uno stabile in via Piva. E’ questo un luogo d’incontro dove si susseguono le riunioni e le assemblee. La Sezione ha una vera e propria struttura, un Consiglio attivo ed efficace, il nostro vessillo è presente in tutte le manifestazioni che si svolgono sul territorio della Sezione. Nel 1984 Franco Giotto lascia la carica di Presidente. Gli subentra Giuseppe Rossi, per tutti Bepi Rossi, la cui figura di Presidente resterà nella memoria di tutti noi Alpini e di quanti l’hanno conosciuto, come il Presidente della nostra attuale nuova Sede. Durante la sua presidenza sono infatti iniziati i lavori della costruzione; è stata un’opera cercata e voluta fin dai primi anni del suo insediamento nella Sezione. A Bepi va il grande merito di aver saputo realizzare una grande opera difficile per l’aspetto burocratico, economico e sociale.

I Presidenti della Sezione